STABAT MATER di Tiziano Scarpa

Pubblicato da Leo nella categoria Cultura, Libri il gennaio 17, 2010

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STABAT MATER

Tiziano Scarpa

2008, 136 p.
ed. Einaudi
17.00

 

 

“..perché queste parole sono la melodia del mio pensiero che vi canta…”

Un libro sull’arte in genere e la Musica in particolare e sul suo rapporto con il creatore o l’esecutore. La Musica con tutta la sua dirompente forza e potere.

Cecilia, orfanella dell’Ospedale della Pietà di Venezia, prende coscienza di sè , della sua individualità e personalità attraverso la musica.

Il romanzo si presenta nell’intrigante registro di diario/lettera alla madre che l’ha abbandonata, anche visivamente particolare nei paragrafi a volte molto brevi, ben distanziati fra loro.

Monologo interiore, quindi, in cui gli unici dialoghi sono quelli immaginari con la sua Morte, una sorta di amica-confidente nella solitudine dell’orfanatrofio dove si sente estranea a tutte le altre ragazze, e quelli reali con il maestro di musica Antonio Vivaldi.

Dopo una prima parte più lenta e ripetitiva, il romanzo decolla e porta con sé sulle ali della musica di Vivaldi. Diventa quasi esso stesso musica.

Bel personaggio, Cecilia, molto moderno ed emblematico, che a me lascia solo qualche perplessità nell’abbinamento della scelta stilistica di presa diretta.

Nella prima parte, ragazzina sedicenne che parla, sembra abbia una maturità e conoscenza del mondo, anche esterno al convento, che mi sembra un po’ forzata. “Capisce” un po’ troppo, giudica e analizza il suo pensiero e la sua situazione con una freddezza, consapevolezza e profondità che sembrano più adatte a una persona di età maggiore che riguarda la propria infanzia e adolescenza che non a una bambina cresciuta in un ambiente claustrofobico e chiuso come solo può essere un convento in generale e del 1700 in particolare.

Ma tutto ciò non toglie valore alle pagine di emozioni e sensazioni che si incontrano specialmente quando si tocca il tema della Musica.


3 Responses to “STABAT MATER di Tiziano Scarpa”
Antonio Said:

Chissà perché, Leo, in libreria ho sempre esitato su questo libro. Acquistarlo o non acquistarlo. Scarpa è uno scrittore che conosco poco - avrò letto un paio dei suoi. Mi dice meglio del dubbio che hai espresso? Mi riferisco alla scelta stilistica che mi pare di capire critichi.


Leo Said:

più che la scelta stilistica in sè, come la protagonista la vive. Cioè è una sorta di diario che inizia con la ragazzina che ha 16 anni, vissuta fino a quel momento chiusa in un convento del ‘700. Eppure ha una visione della vita mi pare troppo “smaliziata” ecco. Ho come l’impressione di ottimi ragionamenti, ma se fatti da un’adulta che ha già vissuto e quindi ha un’ottica diversa non di una ragazzina di 17 anni in quel contesto(non so se mi spiego). Comunque la prima trentina di pagine, a mio parere, è parecchio noiosa e ripetitiva. Un po’ scoglio. Ho anche avuto la tentazione di mollare lì, confesso… e sarebbe stato un errore perché dopo ci sono parti che mi sono piaciute. Ora, non capolavoro, ma dignitoso. Certo che 17 euro… non so… io l’ho preso in prestito da un’amica :-)


Antonio Said:

Tutto chiaro. Risposta molto esauriente. Ho anche capito che forse è meglio se lo trovo in biblioteca o in prestito da qualche amico.

Grazie!


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