Il male naturale di Giulio Mozzi
Nel 1998 usciva questo testo. Pregno di corpi, carne, male, bene, ripetizioni scarnificanti, voci, sensi immersi in cadenze che sono ritmi precisi, che portano a trattenere il fiato molto spesso, che scatenano pruriti, ferite e ammissioni. Il male che è. E’. Non ha bisogno di farsi chiamare bene. Non ha bisogno di mentire, truccarsi o decontestualizzarsi in altri mondi, negli altri che non sono noi, dunque lontani, finti, plasmati per essere ’scaccia-paure’. Ciò che siamo, anche scatenato da altro che in noi resta, da corpi che premendoci, schiacciandoci, carezzando, avendo, ferendo si imprimono in uno strato non superficiale ma pulsante, feroce, insinuante, anche sensuale. Ma pur sempre male. Ciò che siamo è naturale.
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On line, questi ‘assaggi’:
Un male personale
Giulio ama una persona che è morta, cioè che non possiede più la sua carne. Giulio desidera la carne delle persone che fanno esistere l’immagine della persona che è morta. Giulio non desidera il suo proprio piacere, del quale ogni tanto gli sembra di avere perso completamente la capacità, ma desidera il piacere di quelle carni che fanno esistere l’immagine di Lucia. Giulio accarezza, coccola, bacia, solletica, sfiora, stringe, preme, abbraccia, riempie quelle carni: non come se fossero la carne di Lucia (Giulio non è pazzo), ma per gratitudine perché quelle carni fanno esistere l’immagine di Lucia.
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Quando la ragazza-ragazzo allarga le gambe e chiede a Giulio di entrare, Giulio sa che mancano pochi minuti all’inizio della disperazione. Tuttavia, anche quando è già sulla porta e sente la disperazione arrivare e sa che deve andarsene, per Giulio è difficile smettere di guardare, allontanarsi dal corpo della ragazza-ragazzo che è così bello e così desideroso del corpo di Giulio.
La causa della disperazione è questa: ogni volta che guarda la ragazza-ragazzo Giulio non può fare a meno di pensare: non ho mai desiderata così tanto una persona.
Naturalmente Giulio non pensa: nemmeno Lucia; se lo pensasse forse impazzirebbe.
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Giulio sa perfettamente che il suo bisogno di essere amato sterminatamente non può essere riempito da nessuno e che presto o tardi la ragazza-ragazzo si accorgerà di essere stata depredata di ogni cosa. Giulio deprederà la ragazza-ragazzo di ogni cosa e da tutte le cose che le porterà via non ricaverà alcun bene.
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Aggiornamento 3/09: Amore, oggetto di un’interrogazione parlamentare (qui il verbale del 11/11/1998)
[...] Infilò la canna della pistola nell’ombelico dell’uomo e cominciò a spingere.
Aggiornamento 4/09: Splatter (breve).
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Io voglio molto bene a questa carne della quale sono fatto e credo sinceramente di essere questa carne, anche se mi accorgo che c’è una parte di me che la carne non basta a fare e che è fatta di un’altra materia che non conosco bene; immagino che sia sottile, leggera, trasparente e femminile. Questa è la parte di me che io chiamo “anima” e penso che non sia una cosa distinta dalla carne ma compenetrata in essa, come due fumi che si mescolano.[...] Le vere immagini della morte sono quelle che noi crediamo essere le immagini della vita. L’attività del desiderio sessuale ci dà la sensazione di essere vivi e invece noi siamo animali che si riproducono perché siamo mortali. [...]
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